E il sogno realtà diverrà…..

Così si conclude la celebre favola di Cenerentola, in cui quasi tutte le ragazze si sono identificate almeno una volta nella vita, e così si è conclusa la manifestazione che ci ha visto protagonisti “Cindarella, vinci l’abito dei tuoi sogni” a Fabriano il 17 dicembre del 2012. Protagonisti perché l’evento era la cerimonia conclusiva di un concorso organizzato dall’associazione Mom&Woman Onlus che metteva in palio un abito da sposa della collezione di Giorgia F, brillante stilista di Fabriano.

Una sera, giocherellando in internet, leggo di questo concorso letterario: regalano un abito da sposa alla prima classificata. Butto giù qualche riga e la invio, pensando che far qualcosa è sempre meglio del non farla proprio! Dopo qualche mese mi ritrovo a ballare sulle note di “i sogni son desideri…” in abito da sposa circondata da bellissime bambine in abitino bianco al teatro Gentile di Fabriano!!

Il mio racconto è piaciuto e per una sera tutte quelle luci, tutti quei sorrisi, quelle lacrime di commozione e gioia, quei sentimenti positivi e quegli sguardi, sono per me, la cindarella della serata.

Il giorno del mio compleanno, finalmente, arriva la proposta, quella con anello e inginocchiamento al seguito! Oggi, 26 settembre 2014, mi trovo tra manicure, parrucchiere e altre cose frivole da donna, a realizzare che domani ci sposiamo!! Ho una certezza: non mi importa se pioverà, se farà freddo, se qualcuno criticherà i miei capelli, se cadrò all’uscita della chiesa…quello che è importante è che finalmente sto sposando l’uomo della mia vita! L’uomo che mi ha regalato due figli stupendi e che amo immensamente!

È più felice di così non potrei essere. Ringrazio tutti coloro ci saranno e coloro che avrebbero voluto esserci. E un abbraccio particolare a chi ci guarderà dal cielo ma ci è vicino nel cuore.

di Angela Buta

 

Angela Buta è la Cinderella 2012 di Mom&Woman, di seguito il suo racconto:

4.45 del mattino, un urlo spietato irrompe nei miei sogni. So che devo alzarmi ma vorrei continuare a dormire. Allungo il braccio, tocco la spalla di Raffaele e gli segno “ti prego vai tu stavolta”. Lui annuisce e, tra un vaff e un vabbé, scende e va a riscaldare il latte. Questa è la nostra vita da quando ci hanno messo tra le braccia quel frugoletto: a metà tra il silenzio e i suoni, tra le parole e i segni, tra chi sente e chi no. Ci siamo conosciuti quando ho iniziato il mio corso di lingua dei segni e ci siamo subito odiati! Un Natale, anni fa, serata in discoteca e un bicchiere in più, le nostre mani, quelle che fino a allora avevamo utilizzato solo per comunicare tra noi, si sono sfiorate e siamo diventati una di quelle coppie “moderne” in cui uno dei due è convinto di essere fidanzato con l’altro, ma l’altro non lo sa! Il destino poi, ha scelto per noi e oggi ci troviamo spesso a ringraziarlo. Quel destino che ha portato me bambina a vedere “Figli di un Dio minore”, cambiando e orientando tutte le scelte della mia vita; quel destino che ha trasformato il mio sogno nel mio lavoro; quel destino che ci ha fatto odiare e poi amare, quel destino che ci ha regalato nostro figlio.
 

 

 

 

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